N°17

L’occasione per una riflessione pasquale, ormai da molti anni presente nella programmazione espositiva di San Zenone all’Arco dell’UCAI sezione di Brescia congiuntamente alla Associazione per l’arte Le Stelle, offre quest’anno una inedita proposta a più voci attraverso l’esposizione scultorea di Francesco Visentini  e i  contributi letterari e di pensiero, raccolti nel catalogo che accompagna la mostra, di Pietro Bongiolatti, Cristina Carnevali, Andrea Crescini, Marco Guerini, Fabrizio Inverardi, Marisa Paderni, Andrea Pasinetti. Non si riconoscono in un gruppo, il denominatore comune che li ha riuniti è la volontà di ripercorrere e riappropriarsi del percorso cristiano  dalla morte di Cristo alla sua Risurrezione  nel sentire contemporaneo, segnato – ma solo in apparenza –  da un sempre più profondo distacco da ogni forma di tensione spirituale.

Francesco Visentini , giovane scultore bresciano,  proveniente dalla Accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia, entra con forza vitale in questa direzione, orientando coraggiosamente la propria ricerca estetica  sul tema sacro, sul filo sottile della memoria iconografica sulla quale innesta con vigore pensieri e riflessioni personali, senza tuttavia cedere mai alla prevaricazione del concettuale, così da consentire, attraverso la immediata leggibilità delle forme, una comunicazione diretta e coinvolgente.  La terracotta diviene il mezzo privilegiato e congeniale per tale operazione, attraverso un modellato morbido quanto deciso e nitido, attento ai valori chiaroscurali portatori di tensioni e carica emotiva.

La proposta per il tempo pasquale si snoda nella sacralità della antica navata di San Zenone all’Arco in un confronto diretto tra due antipodi espressivi: da un lato, la carnalità stravolta dalla morte dei Crocifissi e dei Deposti, dall’altra la sequenza delle quattordici tavole, di raffinata eleganza, della Passione di Cristo.

Sulla parete di fondo si allineano i cinque Crocifissi, corpi in successione che vengono a comporre una sorta di sequenza, un climax tragico verso la morte di un Cristo che ha condiviso completamente la condizione umana.  Analogo pensiero ispira i Deposti, Gesù e i ladroni allineati nello spazio presbiteriale, tre corpi nella rigidità cadaverica parimenti offerti al ludibrio e alla pietà,   in cui la scelta figurativa di intensa carica espressiva è la chiave prescelta per un messaggio di riflessione senza tempo.

Concettualmente e formalmente diversa la recentissima e inedita Via Crucis (2018), disposta nella navata a dipanare il racconto della Passione non secondo le tradizionali stazioni della pietà popolare ma attingendo direttamente alla narrazione evangelica. Ogni tavola, di ridotte dimensioni,  condensa drammaturgicamente il proprio specifico contenuto, prosciugato fino ai soli elementi costitutivi, tra segni incisi e movimenti plastici carichi di gestualità.

 

artisti:
Francesco Visentini