Con la mostra monografica di Gabriella Furlani In punta d’argento l’Associazione per l’Arte Le Stelle intende presentare in modo unitario la parte più consistente e rappresentativa della produzione pittorica dell’artista toscana, riunendo in un unico progetto oltre vent’anni di lavoro espresso in una tecnica particolarissima, congeniale alla sua personale visione del mondo fino a  diventarne cifra stilistica e poetica.

Si tratta di un progetto maturato negli anni, che tocca da vicino anche la storia della Associazione per l’Arte Le Stelle, ambito privilegiato per una autentica condivisione intellettuale, artistica e umana che ha visto crescere tantissime realizzazioni d’arte che hanno segnato il percorso decennale della Associazione. Gabriella Furlani, artista di Prato nata e vissuta fino a all’età di sette anni a Maracay, in Venezuela, da sempre si esprime con grande libertà e padronanza tecnica in pittura, disegno, incisione e scultura, o sperimentando la lavorazione e l’assemblaggio di materiali diversi come il tessuto e il plexiglass. Nel 1993, in una serie di tele dedicate all’acqua del grande fiume Orinoco, immaginifiche visioni aeree di memoria della propria nascita, inizia ad adottare la tecnica nota come punta d’argento, molto usata nella pittura toscana del Quattrocento per esaltare la purezza del segno.

Tracciando segni con uno stiletto d’argento su un fondo in cartone, tela o intonaco appositamente preparato, si ottiene un segno costante e nitido,  visibile per effetto dell’ossidazione e  indelebile nel tempo: Gabriella Furlani fa propria questa tecnica reiterando il minuto segno sul foglio in spazi sempre più ampi e sovrapponendo strati successivi per ottenere sottili variazioni di intensità.  Un lungo e lento lavoro che consente esiti di impalpabile levità, mentre l’utilizzo del colore definisce le forme e l’ossidazione dell’argento dona all’insieme una  imprevedibile mutevolezza.

Nascono così rarefatte atmosfere di aria, di acqua, di terra e di fuoco, non descrittive ma tese alla sostanza, alle dinamiche infinite dello scorrere, alle pieghe dell’onda e alla leggerezza del vento, fino all’istante mutevole del cielo nella recentissima serie delle Nuvole. Composizioni lievi ma non leggere, aperte, sconfinate oltre i limiti spaziali del supporto, suggeriscono aperture all’infinito, in una visione cosmogonica dal più ampio respiro possibile, dagli spazi siderali dell’Orizzonte degli eventi (1994), per proseguire nella sacralità dell’Ottavo giorno (2004), ciclo sui sette giorni della Creazione culminanti nella Risurrezione di Cristo. Quest’opera precede e anticipa temi della nuova cappella che ospita il fonte battesimale di Paolo VI a Concesio (2005), importante realizzazione dell’artista vincitrice del concorso nazionale appositamente indetto e non nuova a interventi strutturali e decorativi in luoghi sacri.

Un cromatismo sempre più acceso esplode nelle serie successive del Giardino degli aromi (2007), Arco Iris (2007, ripresa nel 2017) e ancora con I colori dell’Eden (2008), dove il fluire armonioso del colore illuminato e sostanziato dalla punta d’argento si muove senza soluzione di continuità nel susseguirsi delle tavole.

Carmela Perucchetti

 

Gabriella Furlani
In punta d’argento
Prato : Gabriella Furlani, 2017