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O beata voce dell’arte

   O beata voce dell’arte, o magica eco, che dal mistero della silenziosa bellezza trai musica di segni e di forme sensibili, quando riprenderai a cantare, quando col tuo fascino sovrumano ci riparlerai, per la via gioiosa e a tutti aperta, della subitanea intuizione, del mondo arcano e profondo dell’Essere, donde le nostre cose hanno senso e radice?
   E quando Tu, Artista, mediatore tra il regno dello spirito e il regno dei sensi, ritornerai profeta di ineffabili rivelazioni e, interprete amoroso e potente di noi tuoi fratelli, celebrerai nelle tue opere i sommi valori della vita?
   Penso che questi gemiti, anche se inespressi, siano in fondo agli animi di molti contemporanei, i quali, al contatto con tante manifestazioni artistiche moderne, si sentono raggelare il cuore, ma devono, per non apparire insensibili alla moda e indotti dal gergo critico corrente, tacere, o fingere meraviglia simpatizzante, o costringere sé al plauso ipocrita ed al commento ermetico.
   All’apparire perciò sui bronchi della squallida figurazione, oggi diffusa, di qualche primaverile germoglio di antica novità spirituale, gli animi bennati godono, come di dono sempre atteso e ormai poco sperato, e benedicono, come davanti a miracolo di consolazione, all’arte e all’Artista.
   E penso che questo cordiale senso di gioia e questo invito al respiro interiore, proveniente dall’esteriorità stessa dell’immagine artistica, siano concessi a chi contempla le opere del Messina, qui presentate, guidato a capirle e a collocarle in un grande quadro dal Bargellini; due valenti, a cui diamo finalmente il nome di Artisti: della figura l’uno, della penna l’altro.

Cardinale Giovanni Battista Montini

Presentazione del volume Dio nell’uomo, testo di Piero Bargellini, tavole di Francesco Messina, Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei, 1962